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foto © Luigi Cerati

Secondo titolo lirico, Il Segreto di Susanna, intermezzo in un atto di Ermanno Wolf-Ferrari su libretto di Enrico Golisciani, in scena venerdì 17 ottobre alle 10.00 e 11.45 (spettacoli per le scuole).

Felice connubio fra tradizione lirica italiana e modello di orchestrazione tedesco, Il Segreto di Susanna ha uno stile personalissimo, fatto di ascendenze settecentesche - palesi sono i riferimenti a La Serva Padrona di Pergolesi - richiami umoristici di tipo rossiniano, tracce di liederismo e influenze del classicismo viennese, tanto Mozart, con in più ampie pennellate di cantabilità tutta italiana accanto a momenti di declamato alla maniera verdiana. Insomma, di tutto un po'. Una sintesi molto arguta e sapiente che ha permesso a Wolf-Ferrari di creare lavori gradevolissimi e di grande valore artistico, specie proprio nel genere dell'intermezzo buffo, cui appartiene appunto il Segreto (forse la sua opera più fortunata). Da sottolineare, oltre all'aspetto musicale, il valore ideologico: un rifiuto, da parte dell'autore, degli aspetti deteriori contemporanei e della moda artistica in voga a quel tempo, fatta di tinte fosche e angoscianti. Wolf-Ferrari guarda ad un mondo diverso e, con una predilezione per i toni della commedia musicale, si rivolge al Settecento, in particolare a quello goldoniano: basti pensare ai due lavori che di poco precedettero Il Segreto - e che di certo lo influenzano - ossia Le donne curoise (1903) e I quattro rusteghi (1906).

Cast: Anna Delfino (La Contessa Susanna), Filippo Morace (Il Conte Gil), Giancarlo Enrico (Sante servitore muto). Regia di Maurizio Sguotti, scene e costumi Francesca Marsella dirige Giovanni Di Stefano.